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Valutare l’intangibile: brand, know-how e capitale umano

17 Settembre 2025
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Quando si parla di vendita di un’azienda, la prima immagine che viene in mente è quella dei numeri di bilancio. Ricavi, margini, posizione finanziaria netta. Sono dati fondamentali, ma non raccontano tutto. Una parte decisiva del valore spesso non compare nei conti: il brand, il know-how e le persone che fanno funzionare la macchina ogni giorno.

Il peso degli asset immateriali

Per molte PMI italiane la forza del marchio, la reputazione costruita in anni di lavoro, la fedeltà della clientela o la competenza dei team interni sono ciò che distingue l’azienda dalla concorrenza. Ignorarli significa presentarsi ad una trattativa con il fianco scoperto. Al contrario, saperli misurare e raccontare consente di difendere il prezzo richiesto e ridurre gli sconti che l’acquirente tenterà di negoziare.

Brand e reputazione

Un marchio riconosciuto permette di sostenere prezzi più alti e ridurre il rischio di perdita clienti. Non basta affermarlo: occorre dimostrarlo con dati concreti. Ad esempio: quota di mercato, traffico web legato al brand, indici di soddisfazione, premi di settore o semplicemente la capacità di vendere a condizioni migliori rispetto ai concorrenti.

Know-how e capitale umano

Il know-how è ciò che rende unico il modo in cui l’azienda produce, distribuisce o innova. Può trattarsi di brevetti, software, ricette, ma anche di processi interni difficili da replicare.
Accanto a questo c’è il capitale umano: persone chiave, stabilità dei team, piani di successione.
In assenza di questi elementi documentati, l’acquirente percepisce un rischio e chiede garanzie aggiuntive, spesso sotto forma di clausole o sconti.

Relazioni e clienti

Un portafoglio clienti ricorrente, contratti di lungo periodo oppure una rete commerciale consolidata sono altri fattori che pesano molto nella valutazione. Anche qui, ciò che conta è la prova: durata media dei rapporti, tasso di rinnovo, livello di concentrazione della clientela.

Come portarli in trattativa

Il modo più efficace per valorizzare gli intangibili è inserirli nel business plan e documentarli in anticipo. Preparare un “pacchetto” con registrazioni di marchi, ricerche di mercato, dati di fidelizzazione, manuali e procedure, contratti e piani di retention consente di trasformare asset invisibili in evidenze chiare.
Così non diventano oggetto di discussione generica, ma parte integrante del dossier di vendita.

Errori da evitare

  • Parlare di brand e reputazione senza dati a supporto.
  • Dipendere troppo dal fondatore o da una persona sola.
  • Non avere piani chiari per la gestione delle figure chiave.
  • Trascurare la qualità dei dati sui clienti e la loro tracciabilità.

Conclusione

Gli asset immateriali sono spesso ciò che rende una PMI unica e competitiva. Misurarli, organizzarli e saperli presentare in modo semplice e verificabile è la strada più diretta per difendere il valore in una trattativa di M&A.

Un marchio riconosciuto, processi difficili da replicare, persone motivate e fedeltà dei clienti non sono dettagli: sono ciò che rende l’azienda attraente per un acquirente. Quando queste componenti restano non documentate, finiscono per tradursi in rischi e sconti sul prezzo. Quando invece vengono supportate da dati e dossier chiari, diventano leve per sostenere la valutazione e ridurre le incertezze.

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